mercoledì 30 settembre 2009

IMAGINE. La nuova visione della generazione anni '80

Comunicato stampa

Sabato 03 Ottobre, in occasione della V Giornata del Contemporaneo indetta da AMACI, la galleria GiaMaArt studio inaugura alle ore 19.00 la mostra “IMAGINE la nuova visione della generazione anni '80”. L'evento, curato da Carolina Lio, presenta il lavoro pittorico di ben dodici giovani artisti attivi sul territorio nazionale ed ovviamente nati negli anni '80.
Tutti i nomi riuniti nel progetto hanno in comune una particolare visione pittorica che li distingue dai tentativi delle generazioni precedenti di ridare identità alla pittura italiana. Infatti, mentre negli ultimi dieci anni si è mantenuta una ricerca eccezionalmente realistica, dal taglio fotografico e dal soggetto ripreso dalla quotidianità, gli artisti italiani che si stanno affacciando nell'ultimissimo periodo si stanno dirigendo verso un nuovo percorso di respiro internazionale. Questo nuovo tipo di figurazione è più morbida, flessibile, con note irreali e di distorsione che parlano di una visione immaginifica e visionaria. Non descrive una realtà tangibile, quindi, ma trasforma il visibile attraverso un filtro psicologico ed emotivo. Inventa un nuovo tipo di prospettiva dove le proporzioni non sono reali, ma descrivono una scala di valori soggettivi. I colori hanno a che vedere più con un un meccanismo psicanalitico di associazione tra cromatismo e umore che con un'osservazione dal vero. E le forme sono volutamente sbilenche per lasciare trasparire il giudizio che ne ha chi le sta dipingendo. Spariscono poi tutti quegli elementi accessori del contesto che non sono utili ad aggiungere senso al quadro e spesso sparisce proprio ogni riferimento spazio-temporale per far concentrare la nostra attenzione sull'elemento del sentimento e della emozionalità del soggetto. Questa atmosfera, irreale e rarefatta, costituisce un immaginario fantastico estremamente sensibile, una specie di terra ipnotica di pure percezioni mentali.
La mostra sarà visitabile fino al 31 Gennaio 2010 dal Martedì al Sabato dalle ore 17.00 e alle 20.00 e per appuntamento. Gli orari possono variare, si consiglia di verificare sempre via telefono. Catalogo disponibile in galleria, edizioni GiaMaArt studio, testi del curatore.

I M A G I N E "la nuova visione della generazione anni '80"
MAURIZIO CARIATI - LINDA CARRARA - JACOPO CASADEI - RUDY CREMONINI - MARCO DEMIS - NEBOJSA DESPOTOVIC - DANIELE GIUNTA - AGNESE GUIDO - FLAVIO MONTELLI - ELENA MONZO - ANDREA RIGA - GIULIO ZANET
a cura di Carolina Lio
inaugurazione sabato 3 ottobre 2009 - ore 19,00
un progetto GiaMaArt studio
dal 3 ottobre 2009 al 31 gennaio 2010
catalogo edizioni GiaMaArt studio
direzione Gianfranco Matarazzo

venerdì 25 settembre 2009

Santa Maria dei Sette Dolori in Roma

di Angela Delle Donne

Il complesso di Santa Maria dei Sette Dolori viene commissionato da Camilla Virginia Savelli (1602-1668), moglie di Pietro Farnese, duca di Latera. La donna,senza figli, nel piccolo centro, aveva raccolto un sparuto gruppo di giovani fanciulle seguaci della vita religiosa; trasferitasi a Roma, acquista del terreno con lo scopo di costruire un convento, oggi delle Oblatine agostiniane. La costruzione del complesso fu rimandata per via di problemi economici, giungendo alla fine solo nel XVIII secolo. La chiesa, progettata da Francesco Borromini, è inglobata nel convento, costruito in periodi diversi, tra il 1643 e il 1667. La facciata, osservabile, nella sua rustica cortina di latterizzi, è delineata da due ali sporgenti che sottolineano la spigolosità degli angeli. L’architetto sembra cercare un effetto di chiusura, quasi un’allusione alla vita appartata delle suore. Dal portale si accede a un vestibolo la cui pianta rivela la conoscenza e lo studio dell’architettura classica. La chiesa, parallela alla facciata, ha forma rettangolare con interno estremamente dinamico. Le coppie di colonne infatti, con alta cornice, mettono in risalto le cappelle laterali e l’altare maggiore. L’interno fu completamente ridipinto nel 1845, alterando completamente la volontà del Borromini di renderlo bianco. Il pavimento originario, in cotto, ove erano alternati mattoni arrotati rosati e chiari, è andato perduto. La costruzione della chiesa non fu completata dall’architetto a causa dei pressanti impegni per il restauro giubilare della basilica lateranense.

giovedì 24 settembre 2009

déjà.vu

Comunicato stampa

Aritmia presenta la 3° edizione di déjà.vu un progetto di Lelio Aiello realizzato in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Bologna, Cineteca di Bologna, MAMbo Bologna, Raum/Xing e Arte Fiera.
Da novembre 2009 fino a febbraio 2010 una serie di artisti visivi di fama internazionale saranno protagonisti dei tre eventi in programma: WorkLab, laboratori di sperimentazione espressiva basati sul concetto di esperienza condivisa e di confronto generazionale, dove artisti di fama internazionale sono invitati a realizzare un proprio lavoro con il coinvolgimento di giovani emergenti, Ren Con Tre , incontri con artisti italiani delle ultime generazioni e Film d’Artista volto ad indagare il sottile confine fra cinema e arte.
In bilico tra didattica ed esposizione, déjà.vu, si pone principalmente come progetto di ricerca e di sperimentazione dei linguaggi con una particolare attenzione rivolta al fenomeno che ha visto le arti visive, in questi ultimi anni, sconfinare in altri ambiti artistici come il cinema, il teatro e la musica.
Il primo appuntamento di questa edizione, sarà ospitato a Raum, lo spazio gestito da Xing a Bologna e dedicato dal 2003 al sostegno della produzione culturale contemporanea, che vedrà protagonista Marcello Maloberti, artista tra i più versatili e interessanti dell’attuale panorama italiano scelto per la sua capacità di elaborare pratiche partecipative e di relazione con lo spazio urbano e la società, argomenti su cui ruotano i presupposti di questa prima fase del progetto.
Maloberti presenta a Raum (giovedì 3 dicembre h 22) Die Schmetterlinge essen die Bananen (Le farfalle mangiano le banane) atto conclusivo di un’operazione pensata dall’artista secondo una struttura operativa che formalizza un’idea di continuità tra la dimensione intima dello spazio (Raum), che accoglie l’installazione (un’auto parcheggiata nel buio produce spaventi sonori e visioni) e la dimensione pubblica delle performance urbane (immagini di periferie deserte e silenziose svelano tracce di selvatico ed esotico che la città contemporanea esprime). Queste ultime saranno il risultato del laboratorio di tre giorni che l’artista terrà dal 25 al 27 novembre (Raum e periferia di Bologna) al quale parteciperanno nove giovani artisti invitati da Maloberti ad intessere una relazione con gli elementi del paesaggio urbano, per evindenziare situazioni, immagini oniriche e aspetti remoti, sospesi o idilliaci della città.
Al laboratorio partecipano - Giovanni Bellavia, Sara Colonna, Alessio Cusano, Daniele de Vitis, Elisa Fontana, Valeria Guazzelli, Anna Messeri, Angelica Porrari, Andrea Rinaudo – selezionati per le loro attitudini performative tra i talenti più promettenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e del DAMS.

PROGRAMMA novembre-dicembre ‘09
WorkLab
a cura di Lelio Aiello

25 > 27 novembre ’09 / Raum e periferie di Bologna
Marcello Maloberti(I) – Laboratorio
con Giovanni Bellavia, Sara Colonna, Alessio Cus ano, Daniele de Vitis, Elisa Fontana, Valeria Guazzelli, Anna Messeri, Angelica Porrari, Andrea Rinaudo

Evento
co-produzione déjà.vu/Raum

giovedì 3 dicembre ’09 / Raum, Bologna
Marcello Maloberti(I)Die Schmetterlinge essen die Bananen (Le farfalle mangiano le banane)

con Giovanni Bellavia, Sara Colonna, Alessio Cusano, Daniele de Vitis, Elisa Fontana, Valeria Guazzelli, Anna Messeri, Angelica Porrari, Andrea Rinaudo

Ingresso libero

Immagine: Marcello Maloberti, Raptus (2009). Collage

mercoledì 23 settembre 2009

La devozione dello sguardo

Comunicato stampa

Il 3 ottobre 2009 la galleria d’arte contemporanea Edarcom Europa, in via Macedonia, 12/16, nell’ambito della quinta edizione della Giornata del Contemporaneo indetta dall’AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani), inaugurerà la mostra personale di Ernesto Piccolo intitolata “La devozione dello sguardo”.
La mostra, curata da Francesco Ciaffi presenta una selezione di opere rappresentative della produzione artistica degli anni ’90 e un inedito ciclo di dipinti più recenti.
Come Mario Specchio scrive nel testo in catalogo (Edizioni Edarcom Europa) “È una lieve deriva, una sorta di abbandono onirico, quella che avvolge chi guarda i lavori di Ernesto Piccolo, ma vi è insieme la consapevolezza che il sogno è vigile e la rotta controllata da un timoniere che solo apparentemente si lascia guidare dal movimento delle onde. Il colore è un pulviscolo impalpabile, eppure materico, un flusso che sembra non avere né origine né fine, eppure geometricamente contenuto nella solidità inconfutabile degli spazi e delle partiture.” e nell’altro saggio di presentazione, Dante Maffìa giustamente fa notare che “la pittura di Ernesto Piccolo ha raggiunto, negli ultimi anni, una serenità che ammalia. Egli riesce ad essere dentro e fuori dalla materia, dentro e fuori dal flusso dell’incanto che lo spinge alla realizzazione. Distaccato e partecipe insieme, obiettivo e acceso dalle sue mille spinte. La maturità lo ha portato a saper organizzare i quadri come un regista consumato che sa quel che vuole”.
La mostra si compone di circa trenta opere e rimarrà visibile fino al 20 ottobre 2009.
Sempre nell’ambito della Giornata del Contemporaneo la Galleria Edarcom Europa presenterà inoltre una mostra collettiva di dipinti selezionati dalla propria collezione permanente e sarà inoltre possibile visitare il Salone della grafica.

TITOLO EVENTO: “Giornata del contemporaneo 4 ottobre 2008”
MOSTRE:
1) “Ernesto Piccolo: La devozione dello sguardo”
2) “Collezione della galleria”
3) “Salone della grafica”
IDEAZIONE: Francesco Ciaffi
ORGANIZZAZIONE: Edarcom Europa
INDIRIZZO DELLA GALLERIA: Via Macedonia, 12/16 - Roma
ORARIO DELLA GALLERIA: LUN - SAB 10,30/13,00 - 15,30/19,30

martedì 22 settembre 2009

La cura dei defunti nel materano

Comunicato stampa

Si rinnova anche quest'anno nell'ultimo fine settimana di Settembre (sabato 26 e domenica 27) l'appuntamento con le Giornate Europee del Patrimonio con lo slogan "L'Italia, tesoro d'Europa". Numerose manifestazioni ed eventi culturali, ad ingresso gratuito, promosse dagli Istituti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, intendono diffondere tra i cittadini europei l'importanza del patrimonio culturale italiano come elemento di unione nelle differenze, strumento di scoperta e comprensione reciproca tra i popoli. Per l'occasione presso il Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola di Matera venerdì 25 Settembre 2009 alle ore 18,30 verrà inaugurata la mostra “La cura dei defunti nel materano tra età tardoantica e altomedioevale”
La mostra è dedicata al ricco patrimonio di reperti tardoantichi ed altomedievali conservati nei depositi del Museo "Domenico Ridola" di Matera e costituisce il primo di una serie di appuntamenti dedicati alla conoscenza e alla valorizzazione dell’archeologia post-antica del comprensorio materano, ancora in buona parte sconosciuta. In questa occasione viene presentato per la prima volta il consistente nucleo di manufatti in ceramica e di oggetti in metallo e vetro, provenienti da diverse aree di necropoli presenti nell’agro materano, in un percorso espositivo di particolare interesse sia per il grande pubblico che per gli studiosi. L’insieme dei reperti offre l’opportunità di ricostruire i rituali funerari tra IV e VII sec. d.C. e di leggere la fisionomia di un territorio che, alla fine dell’Impero, sorprende per la presenza di oggetti comuni a gran parte dei contesti peninsulari meridionali e di manufatti più rari, che documentano una certa vitalità degli scambi commerciali.
Il cospicuo nucleo di rinvenimenti è frutto del lavoro di due personaggi di particolare importanza per la storia dell’archeologia: Domenico Ridola, fondatore del Museo stesso, ed Eleonora Bracco, sua prima direttrice, che hanno operato nella prima metà del XIX secolo. Il passaggio dalla loro esperienza all’archeologia contemporanea è illustrato nella Mostra in una sezione dedicata alle piu’ recenti scoperte nel territorio, condotte nell’ambito della nuova normativa sull’archeologia preventiva.

La cura dei defunti nel materano tra età tardoantica e altomedioevale
Museo Archeologico Nazionale "Domenico Ridola", Via Ridola 24, Matera
Promosso da: Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata/Museo Archeologico Nazionale "Domenico Ridola" di Matera
Date: 25 settembre 2009 - 25 gennaio 2010
Costo del biglietto: intero: € 2.50; ridotto: € 1.25;
gratuito durante le Giornate Europee del Patrimonio
Riduzioni: secondo le disposizioni vigenti nei musei statali
Prenotazione: Obbligatoria per visite guidate
Orario: lun: 14.00-20.00; mar-dom: 9.00-20.00
Inaugurazione: 25 settembre 2009, ore 18.30

lunedì 21 settembre 2009

Brevi In Arte

a cura di Francesco Mastrorizzi

SOPRAFFACTIONS
Galleria Monty & Company, Roma
24 settembre - 10 ottobre 2009

La Galleria Monty & Company di Roma riapre le porte dopo la pausa estiva con una mostra d'eccezione curata da Giuseppe Salerno dal titolo "Sopraffactions". Gerardo di Salvatore, Lughia e Luigi Ballarin, tre artisti dai caratteri profondamente diversi, a confronto tra di loro. Dodici tele di un medesimo formato (quattro per ognuno dei tre) compiutamente eseguite e divenute successivamente oggetto di ritrattazione da parte degli altri due artisti. Ogni opera si innesta su un lavoro precedentemente eseguito, infrangendo così l’inviolabilità dell’arte, in "un progetto che, sacrificando l’opera del singolo, pone in evidenza la proprietà trasmigrativa e cumulativa del pensiero", come afferma Giuseppe Salerno.
L'inaugurazione della mostra avverrà giovedì 24 settembre alle ore 19.00 e con l'occasione sarà distribuito il catalogo. La Galleria Monty & Company, in Via della Madonna dei Monti 69, è aperta dal martedì al sabato dalle ore 16.00 alle 20.00 e su appuntamento.

CARLA GUGI. LE SEDIE VOLANTI
Galleria d’Arte “Il Saggiatore”, Roma
8 - 26 Ottobre 2009

La mostra "Le sedie volanti" raccoglie una selezione di opere degli ultimi dieci anni di attività dell’artista romana Carla Gugi. Contestualmente alla mostra viene presentata l'omonima monografia, a cura di Andrea Romoli Barberini.
Anche con il ciclo dedicato al tema delle sedie, presentato per la prima volta alla Galleria “Il Saggiatore “ di Via Margutta a Roma, Carla Gugi non smentisce l’orientamento della sua ricerca da sempre incentrata sul tema dell’uomo. La sua pittura è da sempre, infatti, uno strumento di riflessione e indagine per scavare nella natura umana.
Un comunissimo oggetto d’arredo, la sedia, viene eletto a metafora visiva dell’individuo, consentendo all’artista di escludere aprioristicamente la rappresentazione della figura umana, già protagonista in passato di tanti suoi quadri, e di includere nel proprio discorso pittorico anche la dimensione del fantastico. Un obiettivo ambizioso che la Gugi raggiunge con felicità di esiti, sviluppando contestualmente la sua ricerca tecnica che, nell’arco di circa un decennio, per amore della materia, è andato evolvendo con numerose e significative varianti.

13 lune tra poesia ed arte estense: di donna

Comunicato stampa

FRARA, TRÉDAS LUN TRA POESIA E ART ESTÉNSA: ad DÒNA; FERRARA, 13 LUNE TRA POESIA ED ARTE ESTENSE: di DONNA; FERRARA, THIRTEEN MOONS BETWEEN ESTENSE POETRY AND ART: by WOMAN è la denominazione della silloge trilingue – non a caso il lungo titolo - che sarà presentata ufficialmente giovedì 24 settembre 2009 prossimo nel Salone Conferenze della Camera di Commercio di Ferrara, alle ore 16.30.
Si tratta dell’ultima tra le emanazioni editoriali di Cóm a dzcurévan/Come parlavamo, la collana di AR.PA.DIA., l’ultradecennale Archivio Padano dei Dialetti curato da Maria Cristina Nascosi per il Centro Etnografico Ferrarese/Centro di Documentazione Storica, Servizio Biblioteche ed Archivio Storico, dell’Assessorato alle Politiche ed Istituzioni Culturali del Comune di Ferrara arrivata ormai, con essa, al tredicesimo volume.
E’ una silloge poetica tutta …di donna, come facilmente si può evincere dal titolo, anzi dai titoli e segue idealmente e coerentemente il filo rosso dei volumi che l’hanno preceduta ed, in ispecie, degli ultimi tre, opera, seppure a vario titolo, di sole autrici. Rappresenta, se non in minima parte e con molte varianti ed arricchimenti, soprattutto a livello linguistico - come facilmente si può intuire - la seconda edizione di Arte e Poesia d’Autrice (a cura di M. C. Nascosi, Ferrara, Comune di Ferrara, Era Eva - Anno della Donna 2004-2005).
E’ un testo sperimentale, in senso linguistico, oltreché letterario, forse, a tutt’oggi, ancora un unicum: si compone di liriche, in lingua dialettale ferrarese, punto imprescindibile di partenza, con traduzione/interpretazione in lingua italiana eppoi inglese, una sorta di duplice testo a fronte per accostare, in modo ideale, passato, presente e futuro.
Ed è un confronto che si regge su di un altro fil rouge di grande intensità e spessore, quello delle nostre radici, del nostro territorio, del nostro grande Fiume, della nostra Acqua, elemento fondamentale della nostra Ferraresità e femminile per eccellenza.
Tra le autrici, le migliori della nostra letteratura locale, piace citare – per non creare inutili fraintendimenti – una su tutte, Giovanna Bemporad, grecista, latinista e poetessa ed ancor più di grande fama internazionale che, con la sua splendida Altra rosa, apre la raccolta.
Ed altre quattro artiste ferraresi, le pittrici Paola Braglia Scarpa ed Alberta Grilanda, la fotografa Cesarina Viadana e la scultrice e non solo Gabriella Volta, arricchiscono ancor più con la loro arte, ogni tranche poetica, mentre l’acquarello di copertina, per una sorta di par condicio all’incontrario e non solo, è opera maschile, dell’artista ferrarese Elio Nascosi.
La supervisione delle liriche, per quanto attiene alla traduzione in lingua inglese, lavoro primario della curatrice, come quella in lingua italiana, è stata affidata al prof. Richard Chapman, docente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Ferrara, mentre l’Associazione Nazionale IL PAESE delle DONNE, politiche, pratiche e parole di donne, ha concesso il patrocinio. La Presidente dell’Associazione stessa, Maria Paola Fiorensoli, insieme con le note letterate ed associate, Anna Maria Robustelli e Gabriella Gianfelici, ne ha stilato la prefazione.
Il testo, èdito dal Centro Stampa del Comune di Ferrara, è reperibile o anche solo consultabile nell'ambito di AR.PA.DIA. del Centro di Documentazione Storica/ Centro Etnografico dell’Assessorato alle Politiche ed Istituzioni Culturali del Comune di Ferrara, a Ferrara, in via Frescobaldi, 40.
Sarà presentato giovedì 24 settembre prossimo, alle ore 16.30, da Gian Paolo Borghi, già responsabile dei Centri sunnominati, cui seguiranno gli interventi dell’ancor citato prof. Richard Chapman, del prof. Claudio Cazzola, docente di Lingua e Letteratura Greca e Latina presso il Liceo Classico Statale “L.Ariosto” di Ferrara. Sono in programma letture dal libro da parte di Laura Caniati e Paolo Toselli, attori del Teatro Minore, e della stessa Curatrice, accompagnati musicalmente dalle note del prezioso mandolino Mozzani del Maestro Corrado Celada.

L'iniziativa è promossa da:
COMUNE DI FERRARA
ASSESSORATO ALLE POLITICHE E ISTITUZIONI CULTURALI
SERVIZIO BIBLIOTECHE E ARCHIVIO STORICO
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE STORICA
CENTRO ETNOGRAFICO FERRARESE Via G. Frescobaldi, 40 44100 FERRARA

sabato 19 settembre 2009

In edicola "In Arte" di Settembre

E' finalmente disponibile in edicola il numero di Settembre di "In Arte". Questo mese sono tanti i consigli che vogliamo darvi per trascorrere il vostro tempo libero immersi nell'arte. Da Potenza a Matera, dalla Toscana al Lazio, molte sono le mostre meritevoli di essere visitate di cui vi forniamo i dettagli e qualche gustosa anteprima fotografica che vi lascerà con l'acquolina in bocca. A voi l'arduo compito di scegliere tra tutte le segnalazioni proposte.
In sommario, inoltre, potrete trovare:

Antichità
Perle di romanico tra i calanchi di Giuseppe Nolé

Eventi
I trent’anni della Collezione civica di Pinerolo di Piero Viotto

Mythos
Il duplice volto di Narciso di Fabrizio Corselli

Cinema
La Duchessa di Chiara Lostaglio

venerdì 18 settembre 2009

Premio Enogea

Comunicato stampa

Sono aperte le iscrizioni alla I edizione del “Premio Enogea”, Concorso Internazionale di Pittura sul tema “Il vino tra paesaggi, storie, emozioni”, organizzato dall’Associazione O.R.M.E., con il sostegno del Comune di Ginestra.
Il concorso è rivolto ad artisti di qualsiasi età, affermati o emergenti, italiani e stranieri, studenti e non, che potranno partecipare con opere di pittura figurativa realizzate con qualsiasi tecnica. Il tema del concorso è incentrato sulle suggestioni legate al vino e al territorio del Vulture; un mondo fatto di paesaggi e di uomini, di gesti e di strumenti, di storie e di emozioni. Il termine ultimo per la presentazione delle domande di iscrizione è fissato per il giorno 19 ottobre 2009.
Una mostra temporanea di tutte le opere in concorso si svolgerà a Ginestra (PZ) per tre giorni, dal 30 ottobre al 1 novembre 2009, al termine dei quali una giuria specializzata, di cui faranno parte autorevoli esperti di arte, critici, professori d'accademia e artisti di fama, selezionerà le tre opere migliori tra tutte quelle in concorso. In palio un montepremi di 2.700 euro, di cui 1.500 andranno all'autore dell'opera prima classificata, 750 al secondo e 450 al terzo. Il vincitore comparirà inoltre sulla copertina della prestigiosa rivista nazionale “In Arte” e verrà ampiamente recensito all’interno del magazine.
Il “Premio Enogea” nasce con lo scopo di promuovere gli aspetti paesaggistici, naturalistici e storico-artistici, nonché le tradizioni culturali ed eno-gastronomiche del territorio che ospita la manifestazione, il Vulture, patria dell’Aglianico D.O.C., e si propone di offrire visibilità ad artisti provenienti da tutto il mondo.
Il premio ha inoltre uno scopo umanitario; gli artisti partecipanti avranno la possibilità di donare agli organizzatori la propria opera, affinché possa essere utilizzata per un'asta benefica, da svolgersi nei mesi successivi alla manifestazione. Il ricavato della vendita all'asta verrà devoluto al fine di sostenere i progetti di volontariato di un'organizzazione operante sul territorio nazionale.
È possibile trovare tutte le informazioni relative al “Premio Enogea” e scaricare il bando di concorso sul sito www.premioenogea.it.

Titolo: Premio Enogea - I edizione
Tema: “Il vino tra paesaggi, storie, emozioni”
Destinatari: pittori di qualsiasi età e nazionalità
Scadenza bando: 19 ottobre 2009
Sede: Ginestra (PZ)
Mostra: dal 30 ottobre al 1 novembre 2009
Inaugurazione: venerdì 30 ottobre, ore 20.30
Ingresso: libero

giovedì 17 settembre 2009

Un’esaltazione (post mortem) aristocratica: il sarcofago

di Gianmatteo Funicelli

Nell’arte d’intaglio paleocristiana, è doveroso riconoscervi dirette attinenze tematiche con quelle che erano le prime sperimentazioni della pittura nelle catacombe: elementi legati al primo culto cristiano riportano la consapevolezza di prediligere anche sui supporti lapidei scene del Nuovo Testamento, l’ormai ben ricorrente immagine del Buon Pastore nonché i Passi della vita del Cristo che si susseguono, a volte in un’unica linea continua, sulle facciate dei marmi intagliati. Il repertorio iconografico è il medesimo, e in pittura e in scultura. L’afflusso del Cristianesimo opera le sue scelte rappresentative in un limite di soggetti ben definito.
Il IV secolo predilige nella scultura, più sperimentale delle pitture “nascoste” dai limiti della diffusione cristiana, elementi monumentali frutto di accurate committenze ufficiali che ormai si allontanano dalle “introverse” pitture funerarie popolari per accaparrarsi un’imponente valenza tra le opere ufficiali di grande spicco. L’intaglio della pietra rimanda lo scultore ad un’esecuzione ancora del tutto classicistica. Non si sperimentano nuovi canoni stilistici, ma si preferisce rielaborare elementi monumentali di una ormai eclissata romanità. È il tempo dei primi approcci al mondo cristiano che, nel processo di elaborazione, varca in una lenta formazione la luce della libertà di culto persino tra grandi figure aristocratiche. È proprio la committenza aristocratica nella scultura la viva testimonianza che il Cristianesimo si diffuse tra le classi sociali più agiate.
Nell’ambito funerario la produzione scultorea si restringe alla realizzazione di sarcofagi prettamente per i commissionari di elevato prestigio; il prezzo della realizzazione di una struttura tombale monumentale richiedeva costi di alto livello che permetteva la circolazione di essi unicamente tra le classi più abbienti. Per rimanere sui classici moduli esecutivi, anche i sarcofagi si presentavano riccamente dipinti a tinte vivaci, talvolta impreziositi da rifiniture dorate per marcare gli elementi decorativi. Ulteriori rimandi al classico si evincono anche sulle linee di progettazione dell’elemento tombale. Lo scalpellino realizza il sarcofago cristiano riprendendo lo stesso schema di quello pagano. Le realizzazioni prevedono due linee guida: per la tradizione asiatica, la decorazione campeggia sui quattro lati, così da percepire appieno le scene intagliate dal centro del sepolcreto in cui verrà posto. La decorazione di tradizione italica prevede, invece, un lato lungo completamente liscio per l’ubicazione di esso sulla parete del tumulo. I rilievi si aprono su vari registri, mentre il defunto, il protagonista dell’oggetto funerario, campeggia tra piccole colonnette, in clipei centrali o si presenta come personaggio attivo nella rappresentazione.
Nel IV secolo si assiste ad una forte cessazione di produzione microasiatica in favore di una più ricorrente realizzazione di ambito costantiniano, grazie anche ai favorevoli apporti della libertà di culto sancita dall’Editto di Milano del 313. Elemento che merita il primo accenno nella produzione stilistica costantiniana è ll Sarcofago di Giunio Basso conservato nel Museo del Tesoro in Vaticano. Datata al 359, la tomba del prefetto romano viene correlata da una vasta raffigurazione scultorea in cui si dipanano i vari temi testamentari. Sui due ampi registri si organizza la plastica delle scene, impostata tra colonnette ritmicamente binate da elementi tortili e vegetali scanditi sui busti. La vasta concezione degli spazi presenta una micro scultura a tutto tondo che padroneggia in spazi profondi così da liberarsi in un’armonica rappresentazione, che però risulta simmetricamente costruita. Dalle scene nelle nicchie i personaggi sono dotati di una viva introspezione psicologica, come si evince dal riquadro con l’arresto di Cristo, in cui è viva la rassegnazione del personaggio sacro nel centro (nell’immagine).
Dopo il IV secolo, la produzione percorrerà stili differenti a seconda delle impostazioni locali. Le rappresentazioni, sempre più stilizzate e prettamente decorative, ci rimandano alle esecuzioni ravennati e milanesi del secolo successivo.

mercoledì 16 settembre 2009

Novantiqua

Comunicato stampa

La mostra propone un percorso cronologico di oltre 40 opere di Ugo Nespolo realizzate a partire dagli anni ’70 con materiali di pregio come argento e madreperla, sculture in legno e in bronzo, maioliche, vetri e libri.
In occasione della conferenza stampa e dell’inaugurazione, verrà proiettato nel Salone di Donatello il video dell’allestimento ideato da Ugo Nespolo della “Butterfly” a Torre del Lago (2007).
La Mostra è realizzata con il contributo della Brooksfield

Maurizio Ferraris
…Sembra del tutto normale, sembra naturale e giusto, anzi sembra doveroso che al Bargello ci siano anche i documenti di Nespolo, che sono tra le opere più documentali dell’arte contemporanea. Apertamente, consapevolmente, dichiaratamente e genialmente documentali. Avete visto quante scritte ci sono sulle sue opere, nelle sue opere? E quanto spesso gli piaccia lavorare con quegli altri infaticabili produttori di iscrizioni che sono gli scrittori e gli sceneggiatori? Io mi figuro la storia della vocazione artistica di Nespolo più o meno così: qualcuno deve avergli detto: “Nespolo, favorisca i documenti.” E lui, per fortuna, invece di dare patente e libretto ha fornito le sue opere, quelle migliaia di opere che occupano le sedi più varie, rivelando la sua natura profonda (questa, almeno, la mia interpretazione) di grande artista pop. Che non significa “popolare” o peggio che mai “populista”, ma, proprio al contrario, portatore di una visione critica per cui non c’è
niente di così basso da non meritare attenzione, ma anche non c’è niente di così alto
da non meritare uno sberleffo. Uno così non poteva che finire al Bargello, e fortuna che il clima è cambiato (almeno un po’) dai tempi in cui ci è finito Machiavelli….

Giovanni Faccenda
…Ugo Nespolo è un sole insolito nell’inverno della creatività. Temperamento acutissimo, spicca per intelligenza, gusto, sapere, attitudine all’innovazione: qualità che, mescolate ad una fantasia fertile, determinano esiti singolari e rilevanti in un modus operandi del tutto avverso ad ogni tipo di pedissequa convergenza…
…I luoghi, gli oggetti, le sue architetture, ci conducono infatti in una realtà traslata, nella quale ogni spettatore immediatamente si riconosce e riconosce un caleidoscopio di cose familiari. Dinanzi al progresso tecnologico, l’immaginazione sembra resistere come ultimo baluardo romantico: tutto è sotto gli occhi di tutti, moda e pubblicità incidono prepotenti sul costume.
Il legno, o qualsiasi altro tipo di supporto, divengono territorio d’espressione. E se nella sua arte ancora si raggrumano la Pop Art, la beat generation, le canzoni dei Beatles e dei Rolling Stones, il minimalismo di Carver, i graffiti di Haring e Basquiat, l’Hip Hop, quel mito americano che si sublima nelle note di God bless America, il segno, il virtuosismo del segno, sposta da Walt Disney al museo la reputazione di questo valoroso artista…

Novantiqua
Museo Nazionale del Bargello
9 ottobre 2009 - 17 gennaio 2010
Inaugurazione: giovedì 8 ottobre ore 18, Salone di Donatello
Conferenza stampa: giovedì 8 ottobre ore 12
Catalogo: Giunti Editore, Firenze
Prefazione: Cristina Acidini (Ministero per i Beni e le Attività Culturali); On. Riccardo Nencini (Consiglio Regionale della Toscana); Beatrice Paolozzi Strozzi (Museo Nazionale del Bargello).
Testi critici di Giovanni Faccenda e Maurizio Ferraris.

Immagini:
Novantiqua 1, 2009. Colori acrilici e doratura su legno ritagliato, 70x100 cm
Novantiqua 2, 2009. Colori acrilici e doratura su legno ritagliato, diam 120 cm
Novantiqua 3, 2009. Colori acrilici e doratura su legno ritagliato, diam 120 cm

martedì 15 settembre 2009

Gianfranco Pardi. Una forma del pensiero

Comunicato stampa

Anfiteatro Arte apre il suo spazio patavino al raffinato intelletto di Gianfranco Pardi. Pittore e scultore milanese che con discrezione e determinazione ha studiato e approfondito per più di vent'anni il tema del confronto quotidiano tra uomo e natura. Con l’uomo intento a osservare, modificare e abitare la natura per ricavarne un luogo da riconoscere, in cui riconoscersi.
Nella sua ricerca diventa baricentrico l’atto iniziale del costruire, del comporre, del definire una forma o un luogo. Un atto fatto di solo pensiero e ragione che l’artista pone all’apice dell’intera esperienza umana.
Con il patrocino del Comune e della Provincia di Padova, la mostra, curata da Mattia e Lalli Munari, è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione Marconi di Milano. In mostra circa trenta opere selezionate con cura e realizzate tra i primi anni Settanta e i primi anni Novanta.
Nella sala del cemento vengono ampiamente documentate le “Architetture”, opere storiche che hanno caratterizzato e reso famoso l’artista. L’uso inconfondibile e unico nella storia dell’arte dei “tiranti” cattura lo spettatore, affascinato da una costante e metaforica tensione, a volte più drammatica di quanto sembri, che nasce dalla coscienza dei limiti istituzionali della rappresentazione, con cui l’artista deve entrare in conflitto nello stesso momento in cui vuole sfidare le regole del costruire senza giungere alla costruzione.
Nella sala delle colonne sono esposte opere realizzate negli anni Ottanta. Queste appaiono arricchite da una gestualità non concreta dovuta ad un processo di informalità in via di attuazione. La sua arte propone una pittura fatta di segno dove la costruttività appare come concetto, una rappresentazione astratta fatta di linee non omogeneamente spezzate immerse in pochi ma essenziali colori.
Gianfranco Pardi ha esposto in Italia e all’estero innumerevoli volte. Tra le principali esposizioni: ha partecipato nel 1986 alla Biennale di Venezia con una sala personale. Nello stesso anno ha esposto alla Triennale di Milano e alla Quadriennale di Roma. Nel 1974 e nel 1993 ha partecipato alla Biennale di Palazzo della Permanente. Nel 1998 Palazzo Reale di Milano ha ospitato una sua personale. Nel 1999 ha organizzato in Germania tre importanti mostre al Frankfurter Kunstverein di Francoforte, al Museum Bochum di Bochum e al Kulturhistorisches Museum di Stralsund. Nel 2000 e nel 2002 ha esposto alla galleria Giò Marconi di Milano e nel 2002 alla Galleria Fumagalli di Bergamo.
La mostra “Gianfranco Pardi - Una forma del pensiero” è accompagnata da un catalogo edito da Anfiteatro Arte con testo critico a cura dell’artista, disponibile presso le sedi espositive di Padova e Milano dal 22 Ottobre 2009.

Gianfranco Pardi. Una forma del pensiero
Anfiteatro Arte
Via Ognissanti 33 - Padova
Dal 22 ottobre al 28 novembre 2009
Inaugurazione: giovedì 22 ottobre, ore 19.00 (con presenza dell’artista)
Orari: da martedì a sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30 o su appuntamento

lunedì 14 settembre 2009

Palazzo Falconieri in Roma

di Angela Delle Donne

L’edificio affaccia su via Giulia, prima strada a Roma ad andamento rettilineo, aperta da Donato Bramante per volontà di Giulio II all’inizio del Cinquecento, parallelamente a via della Lungara, sull’altra sponda del Tevere. Le due strade erano collegate tra loro da ponte Sisto, realizzando solo in parte il progetto che prevedeva un secondo ponte di congiungimento fra le due strade. Su via Giulia si affacciavano e si affacciano splendidi palazzi nobiliari, come palazzo Sacchetti; e chiese importanti quali per esempio la rinascimentale Sant’Eligio degli Orefici, attribuita a Raffaello, San Giovanni dei Fiorenti, Santa Maria dell’Orazione e della Morte, queste ultime due beneficiavano entrambe del mecenatismo dei Falconieri. Veniamo alla storia del palazzo. Orazio Falconieri, intorno al 1645, affida a Borromini l’ampliamento e il restauro del palazzo che aveva acquistato nel 1638 dai Farnese. L’intervento interessa soprattutto la facciata sul Tevere. L’architetto ticinese aggiunge un nuovo braccio creando una forma a “L” con loggia a tre arcate, ispirata al Palladio e sovrastata da una balaustra con mascheroni. La facciata su via Giulia viene ampliata ma rispettando il disegno dell’originario palazzo cinquecentesco, fatta eccezione per le originali erme con la testa di falco – chiara allusione al nome della famiglia – poste negli angoli. All’interno sono celebri i suoi dodici soffitti, ornati da complessi fregi floreali in stucco. Il palazzo oggi è sede dell’Accademia di Ungheria.

venerdì 11 settembre 2009

Brevi In Arte

a cura di Francesco Mastrorizzi

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "STORIE MINIME"
Autrice Maria Pina Ciancio
Fara Editore, Rimini 2009

Domenica 13 settembre 2009, alle ore 19.00 presso la Galleria d'Arte "Il Coscile" a Castrovillari (CS) si terrà la presentazione del libro "Storie minime" di Maria Pina Ciancio. L'iniziativa è inserita nella rassegna degli appuntamenti del "Settembre Culturale Francavillese - Valle del Raganello / Calabria 2009 - VIII Edizione" (Segni e Linguaggi dell'Universo Femminile).
Interverranno Bonifacio Vincenzi, Emilia Sirangelo, Teresa Armenti. Modererà la serata il pittore, gallerista ed editore Mimmo Sancineto. Sarà presente l'autrice. Presso la galleria sarà possibile visitare anche la mostra d'arte dell'artista calabrese Francesca Rizzuto. L'ingresso è libero e gratuito.
“Storie minime e una poesia per Rocco Scotellaro” (Fara Editore 2009) è una raccolta poetica che si contestualizza dentro quelli che l’autrice definisce i luoghi dell’anima. Le strade, i vicoli, le piazze di paese, la storia silenziosa di un popolo che parte e di un altro che resta, osservato e ascoltato seguendo la traccia interiore dell’emigrazione, quella di ieri e di oggi, condivisa e partecipata attraverso lo spaesamento dei luoghi e dei volti; il tutto scandito da un rituale di abitudini e valori, coraggio e resistenza. Una reinterpretazione in chiave personale delle dinamiche sociali e delle contraddizioni tra arcaicità e modernità, che caratterizzano un Sud presente e attuale, fatto di mutamenti e radicamenti.

MOSTRA PERSONALE DI STEFANIA BUCCIO GONZATO
Palazzo del Senato di Milano
15 - 26 settembre

Dal 15 al 26 settembre le prestigiose sale di Palazzo del Senato in via Senato 10 a Milano ospiteranno una mostra personale antologica dell’artista Stefania Buccio Gonzato.
Bresciana d’origine, ma veneta d’adozione, ha saputo affiancare alla sua carriera imprenditoriale l’intensa e mai interrotta passione per l’arte, spaziando dalla pittura alla scultura, dalla grafica fino al design industriale.
Laureata in architettura a Venezia, arriva ben presto a definire la sua pittura in maniera originale e autentica. Le sue opere infatti colpiscono per la potenza espressiva e per la vividezza del colore, i suoi soggetti – prevalentemente figure femminile appartenenti alla sfera familiare – prendono forma attraverso l’esuberante gioco cromatico, caricandosi così di intensi significati emotivi. Numerose le mostre personali e collettive ed i riconoscimenti sia in Italia che all’Estero.
La mostra verrà inaugurata il 15 settembre alle 17.30 e durerà fino al 26, con i seguenti orari di apertura al pubblico: dal lunedì al giovedì dalle ore 10.00 alle 18.00 e dal venerdì al sabato dalle ore 10.00 alle 14.00.

giovedì 10 settembre 2009

Fight

Comunicato stampa

AmnesiacArts partecipa a Bookmark - Festa del Libro che si svolgerà a Potenza dall’11 al 13 settembre 2009. Tre giorni di festa dedicati al libro e alla letteratura con tante iniziative che animeranno la manifestazione: presentazioni di libri, dibattiti, letture, laboratori di scrittura creativa, mostre di arte contemporanea, degustazione di vini.
La proposta espositiva di Amnesiacarts è Fight, a cura di Barbara Improta e Massimo Lovisco.
"Ogni relazione, tra noi e gli altri, tra noi e il mondo esterno, tra gli elementi del mondo, è eminentemente fatta di contrasti. La parola ‘aggressività’ viene dal latino aggredior che significa avvicinarsi. Il conflitto quindi, è in ogni incontro ed è incontro come combinazione della differenza. Anche la trasformazione evolutiva dell’universo passa necessariamente attraverso una ‘crisi’ e comporta lo scontro tra elementi differenti. Lo stesso processo d’individuazione del sé si definisce attraverso l’incontro/scontro con l’alterità. La tendenza a negare l’altro, fuori e dentro di noi, genera il desiderio di risolvere i contrasti in maniera distruttiva. L’accettazione dell’altro da sé, l’elaborazione del contrasto insito nel processo della conoscenza, nelle relazioni e nella vita stessa e il riconoscimento della sua natura originaria e costitutiva potrebbe, in una utopica società evoluta, emancipare l’aggressività dalla violenza distruttiva e dirigerla verso il dialogo e la cooperazione.
Le opere in mostra (30X30) come piccole ‘finestre’, varchi di suggestione e riflessione, affrontano il tema della conflittualità esprimendo contrasti di vario genere, da quelli individuali a quelli di relazione, dal conflitto tra natura e tecnologia a quello tra apparenza ed essenza.

Titolo: Fight
Tipologia: rassegna di arte contemporanea
A cura di: Barbara Improta, Massimo Lovisco
Sede: Teatro Stabile, p.zza Mario Pagano - Potenza
Inaugurazione: venerdì 11 settembre 2009
Chiusura: 13 settembre 2009
Artisti in mostra: Donato Arcella, Bernardo Bruno, Hector Javier Di Lavello Occhiuzzi, Maria Elena Diaco, Giovanni Duro, Maria Grazia Faranda, Donato Faruolo, Silvio Giordano, Giovanni Lami, Salvatore Laurenzana, Carmen Laurino, Massimo Lovisco, Marcello Mantegazza, Francesco Mestria, Vito Pace, Antonio Passavanti, Maria Puleo, Michael Rotondi, Marcello Samela, Michele Santarsiere, Giovanni Spinazzola, Vito Tammone.

mercoledì 9 settembre 2009

Gli Atleti di Zeus. Lo sport nell'antichità

Comunicato stampa

Il Museo d’arte di Mendrisio presenta una vasta mostra dedicata all’arte dell’antichità classica.
Organizzata in occasione dei Mondiali di ciclismo su strada a Mendrisio, il tema dell’esposizione è la figura dell’atleta. Attraverso 150 oggetti – dalla scultura all’arte vascolare, dai bronzi alle piccole terrecotte – viene indagata l’importanza nelle arti della figura dell’atleta e del suo gesto, così come sono stati concepiti dall’origine nella cultura occidentale e quindi tramandati, immutati, fino ai nostri giorni. Un’esposizione che, fra torsi, teste, anfore, bronzi, coppe, oggetti tipici del mondo delle palestre, strigili e boccette di oli profumati, mira a rievocare tutto il fascino del mondo dello sport nell’antichità, i suoi valori e le sue storie mitiche.
È la prima volta che il Ticino accoglie, negli spazi rinnovati e ampliati dell’antico complesso di San Giovanni a Mendrisio, una mostra di antichità classica di una tale ampiezza, con pezzi straordinari provenienti dalle collezioni archeologiche di alcuni tra i maggiori musei europei: Augst, Basilea, Berna, Dresda, Erlangen, Francoforte, Ginevra, Karlsruhe, Kassel, Losanna, Monaco, Wuerzburg e Zurigo.
Nell’antica Grecia l’attività sportiva assume un ruolo predominante nella formazione individuale, è un elemento decisivo nella strutturazione del tessuto sociale dell’epoca. Nell’Iliade (fine VIII sec. a.C.) i giochi funebri dedicati a Patroclo servono a garantire la coesione della comunità e, allo stesso tempo, ribadiscono l’eccellenza degli eroi. Con il concetto di kalos kai agathos (bello e buono) si designa un ideale maschile assoluto, dove l’aspetto estetico è diretto retaggio della mentalità eroica. Per questa ragione l’atleta vittorioso, nella società greca, beneficia di quell’aura epica: le sue vittorie danno lustro alla comunità di appartenenza che, più o meno implicitamente, lo elegge come suo “campione” e figura che la rappresenti il più degnamente possibile.
Sullo sfondo della Grecia classica, popolata di atleti alle prese con intensi allenamenti, con la vita dei ginnasi, con gare e vittorie nelle tradizionali discipline olimpiche, prendono vita le vicende narrate da Omero: del grande Odisseo, di Aiace di Telamonio, di Antiloco, del valoroso Diomede e di altri eroi dell’Iliade. Ma prima fra tutte, ancora più antica degli eroi omerici, appare la figura mitologica di Eracle, figlio di Zeus, che per primo traccia le linee di un sacro campo, dedicandolo a suo padre e consacrandolo allo sport e al culto.
Da una sezione incentrata sulle origini nel mito e nella storia, ricca di capolavori – l’Anfora risalente al periodo geometrico (II metà VIII sec. a.C. Institut für Klassische Archäologie di Elangen), un’altra Anfora (570 a.C., Musée d’art et d’histoire di Ginevra) o la Coppa attica a figure nere (550 a.C., Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig) – e animata da alcune opere di altre antiche civiltà (egizia, assira, nuragica), si passa alle discipline sportive, alla preparazione in palestra, alle gare e alle vittorie.
Oltre alle competizioni proprie dell’atletica (le corse, il salto in lungo, il giavellotto, il pentathlon) trovano ampio spazio competizioni come il pugilato, il pancrazio (lotta in cui era solo proibito mordere, graffiare e accecare), le gare ippiche, tutte classiche discipline olimpiche, documentate da capolavori come l’Anfora panatenaica coi lottatori, opera di Exekias (540-535 a.C., Badisches Landesmuseum di Karlsruhe), il Discobolo in bronzo d’epoca romana, ispirato all’originale di Mirone (450 a.C., Staatliche Antikensammlungen und Glyptothek di Monaco) o la Coppa dipinta da Macrone, ceramica attica a figure rosse (490 a.C., Museo Olimpico di Losanna).
Ma il percorso è costellato da altri capolavori, quali la celebre Choe del Pittore di Achille (480-440 a.C., Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig) o la splendida Testa di Diaudumeno, copia romana da Policleto (420 a.C., Museumslandschaft Hessen di Kassel) o l’Anfora panatenaica con lottatori, ceramica attica a figure nere del Pittore di Berlino 1833 (490 a.C., Antikensammlungen und Glyptothek di Monaco) o l’Anfora con l’effigie del vincitore, opera del Pittore di Hearst (425-400 a.C., Hellas et Roma di Ginevra), oltre a interessanti e curiosi reperti come la Corona (IV-III sec. a.C.), un Tripode in bronzo dell’epoca di Omero (750 a.C.), premio per il vincitore, un antico Disco in bronzo, o la Mano di pugile con “caestus” (un primo, antico guantone) in marmo di epoca romana che ricorda i cruenti incontri dipinti con grande verismo dagli antichi su vasi e anfore.
Accompagna la mostra un catalogo edito da Silvana in collaborazione con il Museo d’arte Mendrisio con ben 310 immagini e di 12 contributi che, sottolineando le qualità estetiche e storiche dell’oggetto, si soffermano sulla figura dell’atleta, tragico e eroico, e sull’ideale estetico e morale che da secoli porta con sé. Inoltre sarà possibile seguire il percorso espositivo con una audioguida realizzata e curata da Storyville, Narrazioni sonore.
La mostra è stata promossa dal Municipio di Mendrisio e sostenuta dal Comitato organizzativo dei Mondiali designato dall’Union Cycliste Internationale (UCI), dalla Banca Stato del Canton Ticino, dall’Ente turistico del Mendrisiotto e dalla Fondazione Winterhalter.

Titolo mostra: Gli atleti di Zeus. Lo sport nell’antichità
Sede: Museo d’arte Mendrisio
Periodo: 13 settembre 2009 - 10 gennaio 2010
Vernice: sabato 12 settembre 2009, ore 17.00
A cura di: Simone Soldini, Esaù Dozio, Carlo-Maria Fallani
Orario: martedì-venerdì 10.00-12.00, 14.00-17.00; sabato-domenica 10.00-18.00; lunedì chiuso (escluso i festivi)
Ingresso: Fr. 10 / € 7; ridotto e gruppi (da 10 pers.) Fr. 8 / € 6; audioguida: Fr. 5 / € 3.50 cad; gratuito: scuole (inclusa visita guidata)

Catalogo: Silvana Editoriale e Museo d’arte Mendrisio

Immagini:
Torso del discoforo, pietra, Antikenmuseum Basilea, copia romana in marmo di un originale in bronzo di Policleto, ca 450 a.C
Anfora panatenaica, opera di Exekias, Badisches Landenmuseum, Karlsruhe, ceramica attica a figurenere, 540-535 a.C.

martedì 8 settembre 2009

Nei labirinti della Psiche

Comunicato stampa

La Mostra Internazionale d'Arte Contemporanea "Nei labirinti della Psiche" sarà allestita dall’11 al 21 settembre ’09 presso la Galleria Il Borgo, ubicata in uno dei quartieri più esclusivi di Milano in pieno centro cittadino, a due passi dai Navigli e da Porta Ticinese.
Sabrina Falzone ci spiega che “l’esposizione illustra gli inestricabili sentieri del pensiero umano, addentrandosi in una complessa ricerca intellettuale in grado di scoprire nuove mete trascendentali mediante gli strumenti e le metodologie dell’arte contemporanea.
Le pareti della psiche vengono indagate in profondità dall’acuto interprete di memorie umane, Genoese, che impone le sue ideali città della mente.
Memorie figurative si dipanano dal tessuto pittorico di Barbara Romano contraddistinto da un vivace cromatismo che fa da contraltare alla delicatezza tonale dei lavori di Rosaria Stevenazzi e alle sobrie sfumature dei paesaggi spirituali di Federica C. Midra.
L’arte scultorea diventa poetica dell’animo nell’arte di Louvio, artista francese dalla sofisticata padronanza esecutiva e dalla tendenza al fiabesco, la cui dimensione interpretativa si pone in contrasto con la nuda elaborazione contemporanea del cubo in ferro realizzato da Francesca Chiara Gentile dall’emblematico titolo “Follia”.
Di articolata lettura artistica figurano le opere d’arte di Domino, autore esordiente che dimostra una particolare predisposizione al concettuale, mentre la semplicità compositiva rappresenta il tratto distintivo di Evert Lattanzi.
Segni impavidi sulla tela schizzano di vitalità interiore sulle superfici eseguite da Daniela Colli e divengono più pacate nella meditazione cromatica delle opere di Lorenadia, perspicace pittrice italo-francese in grado di leggere l’animo umano nei suoi angoli più remoti.
Con Federica Perozzi avvolgenti linee dalla morbida sinuosità si dissolvono in emblemi nei labirinti della psiche”.

Espongono gli artisti:
Daniela Colli, Domino, Nicoletta Gamba, Francesca Chiara Gentile, Genoese, Evert Lattanzi, Louvio, Debora Manotti, Federica C. Midra, Federica Perozzi, Maria Pia Rizzardi, Barbara Romano, Rosaria Stevenazzi, Maria Angela Vecchi, Lorenadia Vidoni, Antonietta Ziveri

NEI LABIRINTI DELLA PSICHE
Esposizione Internazionale d’Arte Contemporanea
Presso: Galleria Il Borgo
Corso San Gottardo 14, 20136 Milano
Opening: Venerdì 11 settembre ore 18
In mostra fino al 21 settembre 2009
Ingresso libero
Orario di visita:
da mercoledì a venerdì dalle ore 16:00 alle 19:30;
sabato mattina dalle ore 10:30 alle 12:00
Curatrice: Sabrina Falzone

L’Artista (El Artista)

Comunicato Stampa

Il giorno 23 settembre, alle ore 10,30, presso il MACRO Museo d'Arte Contemporanea di Roma, in via Reggio Emilia, 54 sarà presentato il film italo-argentino L’Artista (El Artista), già proposto con successo nella sezione ufficiale della scorsa Festa del Cinema di Roma.
La pellicola esplora con sottile ironia il mondo contemporaneo dell’arte, raccontando la storia di Jorge Ramirez, infermiere in un istituto geriatrico che, appropriandosi del genio creativo di un suo paziente, agita i meccanismi del mondo dell’arte, svelandone i giochi sottili.
Sullo sfondo delle vicende del protagonista, L’Artista riflette su un tema centrale dell’arte: al genio creativo dell’artista si contrappongono le logiche di mercato, le esigenze dei curatori e le pretese dei galleristi e del pubblico.
Il film - diretto da Mariano Cohn e Gastòn Duprat (già noti autori televisivi) e distribuito da Cinecittà Luce - è un prodotto low-budget che ha coinvolto persone già attive nel mondo dell’arte: Andrés Duprat (sceneggiatore) è curatore, manager di programmi culturali ed architetto, mentre Leon Ferrari, che interpreta il ruolo di un paziente, è un’artista concettuale argentino di calibro internazionale.
Il film uscirà nelle sale cinematografiche italiane il 2 ottobre - in occasione della Giornata Nazionale del Contemporaneo.
Il 29 settembre alle ore 19,00 sarà proiettato in contemporanea a Roma, Milano, Torino e Bologna.
Importanti luoghi dell’arte italiana, quali la galleria Oredaria di Marina Covi Celli, la Edieuropa di Raffaella Bozzini, e lo Studio di Ileana Florescu a Roma, la Cardi Black Box di Milano, nonché il museo MAMbo di Bologna e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, organizzano delle proiezioni nei propri spazi espositivi, convinti dalla pellicola e dall’interesse delle questioni affrontate.

domenica 6 settembre 2009

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sabato 5 settembre 2009

About Africa, cronache di un continente

Comunicato stampa

L’associazione di Promozione sociale Itinerari Africani percorsi di cultura di Cuneo, propone nei mesi di settembre e ottobre 2009 la V edizione biennale di About Africa, cronache di un continente. La rassegna si propone di approfondire la conoscenza di una realtà africana sempre più presente nel nostro quotidiano, dalla letteratura alla musica, dall’arte ai viaggi, dall’economia alla politica.
Si parla molto dei problemi dell’Africa: siccità, carestie, guerre, ma si parla un po’ meno delle sue molteplici positività. L’obiettivo di About Africa consiste nel far prendere coscienza che esiste un’Africa propositiva, ricca di risorse umane e naturali da valorizzare e, in maniera efficace da preservare, superando quegli astrusi stereotipi che condannano l’Africa alla perenne inferiorità.
About Africa vuol essere un ponte fra noi e l’Africa, il nostro passato ed inevitabilmente il futuro, fra Cuneo città di frontiera e un grande continente, proponendosi come un luogo aperto agli scambi di idee ed opinioni, dove per qualche giorno l’Africa ci raggiunge attraverso le sue storie, le sue parole, la sua cultura e le sue immagini.
Per questa quinta edizione About Africa approderà sulle sponde del Mediterraneo. E’ il naturale percorso della rassegna che vuole coinvolgere le molteplici anime di questo continente con un nuovo spazio culturale, dall’Africa nera all’Africa mediterranea, e il Maghreb, svolge un ruolo importante in un contesto socio culturale più ampio dove il dialogo e la convivenza con culture diverse sono stati da sempre adottati in paesi come Marocco, Tunisia, Algeria ed Egitto.
Il palinsesto sarà caratterizzato da una programmazione varia e articolata che prevede oltre al consueto ciclo d’incontri (8 rispetto ai 7 della passata edizione), una serie di eventi collaterali quali: uno spettacolo teatrale, una selezione di 4 film di registi africani e una mostra di arte contemporanea.
Sarà proprio la mostra ad aprire la rassegna il venerdì 25 settembre alla Sala mostre della Provincia. ACOA è l’acronimo di Africa COntemporary Art, l’evento, in collaborazione con l’associazione Art.ur di Cuneo ha come curatore l’artista Domenico Olivero, ed è un’esposizione collettiva di 9 artisti che proporranno le loro opere visive.
Altra novità sarà lo spettacolo teatrale Lo strappo sabato 10 ottobre in Sala San Giovanni. Per la prima volta a Cuneo l’attore e regista senegalese Modou Gueye che si è esibito nei teatri italiani in spettacoli di Carlo Goldoni e al fianco di Paolo Rossi.
Diversi i temi che saranno affrontati al Centro Incontri della Provincia.
Giovedì 8 ottobre si parlerà di Eritrea con il giornalista Andrea Semplici attraverso le poesie di Elisa Kidané, lette per l’occasione da Marta Murino. Con l’antropologo Marco Aime viaggeremo verso Timbuctù, la città simbolo dell’Africa occidentale. Venerdì 9 Mostafa El Ayoubi giornalista e Tahar Lamri scrittore ci faranno conoscere le ricchezze del Maghreb, luogo d’elezione del sapere mediterraneo. Sabato 17 ottobre un doppio appuntamento. Alle 16.00 un argomento di scottante attualità: l’integrazione e la convivenza tra immigrati ed italiani. Ne parleremo con l’on. Livia Turco autrice di un libro sull’argomento e Mohammed Lamsuni, scrittore ed autorevole esponente della letteratura migrante in Italia. Alle 18.00 sarà
la volta dell’archeologia e delle grandi scoperte. Con Alfredo e Angelo Castiglioni, archeologi di fama internazionale, vedremo in anteprima le immagini del ritrovamento nel deserto egiziano dei resti dell’armata del re persiano Cambise, misteriosamente scomparsa nel 525 a.C.
Due i caffè letterari presso la sede della Fondazione Casa Delfino. Venerdì 9 ottobre Stefano Faravelli presenterà il suo carnet di viaggio “Egitto, cercando l’Aleph” EDT; venerdì 16 incontro con Giovanni Maria Incorpora con il suo libro “Sculture d’Africa, tra miti e leggende” Polaris.
Agli studenti delle scuole superiori sarà riservato (martedì 20 ottobre al cinema Monviso) un incontro sulle dinamiche socio-economiche delle metropoli del Sud del mondo con il sociologo Fabrizio Floris e con Giuseppe Sansonna, regista del documentario Frammenti di Nairobi.
Africa movie, la selezione dei film di registi di origine africana si tiene al cinema Monviso tutti i martedì a partire dal 29 settembre con “Silence on Tourne” di Youssef Chaine (Egitto), il 6 ottobre “Making of” di Nouri Bouzid (Tunisia), il 13 ottobre “A Casablanca gli angeli non volano” di Mohammed Asli (Marocco), il 20 ottobre “Budd Yam” di Gaston Kaboré (Burkina Faso).

Acoa - About Africa, cronache di un continente
Sala Mostre Provincia di Cuneo
Corso Nizza 21, Cuneo
Vernissage: venerdì25 settembre 2009 ore 18.00
Fine: 4 ottobre 2009
Orari: dal martedì al venerdì 16.00 - 19.00
sabato e domenica 15.00 - 19.00
Ingresso libero
Curatore: Domenico Olivero
Artisti: Michele Amato, Francesca Ferreri & Max Zarri, Claudia Francesia, Mattia Cerato, Graziella Gola, Paolo Sapio, Valentina Madart, Lamine SecK, M.Luisa Valenzano.

giovedì 3 settembre 2009

Attimi materici

Comunicato stampa

Elisabetta Fontana è il nome della promettente artista parmense che presenterà un corpus di quindici opere nella rigogliosa località del Garda. Il Comune di Moniga del Garda, infatti, ospiterà la Mostra Personale d'Arte Contemporanea dell’autrice "Attimi materici" a cura del critico d’arte Sabrina Falzone con allestimenti di Gloria Giovanella, nota arredatrice del Bresciano. L’esposizione sarà allestita nel Palazzo Comunale, ubicato nella centralissima piazza San Martino di Moniga del Garda, a poca distanza dal centro turistico di Desenzano del Garda.
Dopo un ventennio di attività artistica, mai mostrata al pubblico, nel 2006 Elisabetta Fontana sente l’esigenza di comunicare più profondamente con se stessa in un eloquente dialogo con la materia e il colore, svelandosi a poco a poco al pubblico. La curatrice Falzone scrive: “Dramma, tormento, passione e silenzio vegliano sulle tele della pittrice Elisabetta Fontana, che con efficace impeto emozionale effonde sull’immagine artistica tutta la sua giara di sensazioni brulicanti, per troppo tempo rimaste soppresse nei forzieri dell’anima… Pulsioni personali e percezioni oggettive s’incontrano nella solerzia del segno su superfici febbrili e ataviche. Angoscia e infelicità protestano contro memorie madide di pianto, contro cognizioni pregne di sgomento e cariche d’ira: è l’apologia dell’istinto, l’encomio del sentimento. Lo straordinario spettacolo di crettature stratificate, che domina la superficie materica di molti dipinti di Elisabetta Fontana, ci rammenta le complessità del vissuto e demarca le soglie di un probabile aldilà, aleggiando tra enigma e sentenza.
Questa pittura eclittica è investita di nuovi significati che sublimano l’esperienza dell’introspezione, estraendone il liquido vitale e proiettandolo sull’energia cosmica della comunicazione artistica mediante l’impiego puntuale della tecnica mista.
Le superfici opache delle tele di Fontana diventano contesti spettrali e scenari vessatori se si pensa che esse altro non sono che il riflesso eclatante dell’ardito viaggio nell’inconscio dell’artista. Non a caso, è un modus pingendi che si orienta ad un segno essenzialmente autobiografico, reduce dall’esperienza di un ventennio di esecuzioni creative, tenute sottochiave nelle stanze della sua anima.”
Elisabetta Fontana è nata nel 1965 a Parma, città dove attualmente vive e lavora. Da autodidatta, trova nella pittura il canale espressivo per comunicare la propria interiorità attraverso opere d’arte dal particolare impatto visivo. La rassegna artistica indaga i percorsi dell’anima di una raffinata interprete dell’universo informale.

Elisabetta Fontana. Attimi materici
Palazzo Comunale di Moniga del Garda
Piazza San Martino, Moniga del Garda (BS)
Inaugurazione: Sabato 5 settembre ore 18.30
In mostra fino al 15 settembre 2009
Ingresso libero
Curatrice: Sabrina Falzone
Allestimenti: Gloria Giovanella

Pubblicinvasioni

Comunicato stampa

Pubblicinvasioni è un concorso ideato dall’associazione lucana Amnesiac Arts che si propone di indagare il rapporto, a volte controverso, a volte fin troppo trasparente, tra arte e pubblicità nella società contemporanea.
Il concorso ha scelto come tema di riflessione il transito ed è destinato a produrre un evento pubblico temporaneo nella città di Potenza. Le diciotto opere finaliste infatti, sotto forma di cartelloni pubblicitari, invaderanno una via di passaggio, di transito appunto, della città dal 4 al 13 settembre 2009.
La giuria che ha selezionato le diciotto opere finaliste, e tra queste il vincitore, è composta da Marcello Maloberti, già protagonista di un workshop tenuto a giugno a Potenza sullo stesso tema, Silvano Manganaro (storico dell’arte, curatore e redattore di “Drome Magazine”), Massimiliano Tonelli (direttore di “Exibart“), Livia Ponzio (direttrice del festival di cinema al femminile “Io, Isabella”), Pasquale Pezzillo (portavoce del gruppo musicale JoyCut ed ideatore della campagna La Foresta degli Alberi Fantasma), Francesco Scaringi (uno degli ideatori e curatori della manifestazione Arte in Transito. Paesaggio Urbano e Arte Contemporanea e presidente dell’Associazione Basilicata 1799), Marcello Samela (artista e socio dell’associazione Amnesiac Arts).
Vincitore del concorso è Bruno Di Lecce con l'opera Una domenica qualunque.
Il premio del concorso, prevede l’affissione dell’opera nel formato 6x3mt, e la pubblicazione dell’opera-pubblicità su una pagina di “Exibart on paper”, una delle più note e diffuse riviste d’arte contemporanea italiane, in un continuo gioco di rimandi e di compenetrazioni tra i due linguaggi, pubblicitario e artistico.
Pubblicinvasioni è inserito nell’ambito del progetto Arte in Transito. Paesaggio Urbano e Arte Contemporanea, ideato e curato dall’Associazione Basilicata 1799, promosso dalla Regione Basilicata con la compartecipazione del Ministero per i Beni Culturali, e la collaborazione del Comune di Potenza. E’ una manifestazione di esplorazione/riflessione estetica della città di Potenza che si svolge da maggio a settembre 2009 e che ha portato in città personaggi di primo piano della cultura contemporanea come Massimo Cacciari, Mario Perniola, Franco Purini, Daniel Buren, Studio Azzurro, Bianco – Valente, Michele Iodice.

Arte In Transito. Paesaggio urbano ed arte contemporanea. Sezione Attenzioni
Pubblicinvasioni
mostra/concorso d'arte contemporanea
a cura di Amnesiac Arts

Opere di:
Daniela Attanasio, Claudio Beorchia, Mauro Bubbico-Michele Santarsiere-Giancarlo Riviezzi, Bruno Di Lecce, Peppe Esposito, Donato Faruolo, Roberta Filippelli, Werther Germondari, Silvio Giordano, Angela Lioi, Concetta Modica, Arcangelo Moles, Fabio Nicotera, Antonio Positino, Angelo Pretolani, Roberto Ranaldi, Nicola Renzi, Angelo Riviello

Inaugurazione mostra delle opere finaliste: Venerdì 4 Settembre 2009 ore 18.30
Via Bertazzoni (quartiere San Rocco) - Potenza
Le opere saranno visibili, negli spazi di pubblica affissione, fino al 13 Settembre 2009.

mercoledì 2 settembre 2009

Flowers? La persistenza del fiore

Comunicato stampa

Dal 3 al 26 settembre Castel dell’Ovo ospiterà Paola Volpato con un progetto dal titolo Flowers? La persistenza del fiore che comprende videoinstallazioni, opere fotografiche e una serie di lavori su carta ispirati all’opera poetica di Emily Dickinson.
E come nel verso della Dickinson non c’è mai un richiamo diretto al mondo reale, ma solo un susseguirsi di legami, relazioni, forme erranti, così nel linguaggio della Volpato nulla è veramente eco del mondo: la figura del fiore non rimanda a nessun giardino e a nessun Eden. E’ un tessuto di iscrizioni, di storie, di visioni. E’ un fare immagine anche con ciò che appare muto e senza storia (con lo scarto, il residuo, lo straccio). E’ come se l’artista veneziana fosse convinta che ogni elemento, anche il più usurato, rimanesse un immenso giacimento di informazioni e di rinascite.
In fondo, la sua pratica artistica segue quello che è il processo organico del fiore: il suo sparire nella terra, il suo sedimentarsi, il suo risorgere alla luce. Un circuito esistenziale che va e ritorna senza fine, come il lavoro inesausto e maniacale di una tessitrice.
Tutte le opere in mostra sono a tecnica mista (“collage”, pittura, ricamo, china, stampa), quasi ad affermare che non c’è un punto stabilito, un’immagine nota, accertata, ma solo una zona di confine. Lì tutto si dona alla nostra intimità, ma rimane anche “altro”. E’ visibile e invisibile, prossimo e distante, banale e meraviglioso.

Flowers? (La persistenza del fiore)
Personale di Paola Volpato
Napoli, Castel dell’Ovo - Terrazze
Via Eldorado n. 3 (presso via Partenope - Borgo marinari)
A cura di: Luigi Meneghelli
Inaugurazione: venerdì 4 settembre 2009 ore 18.30
Periodo: dal 3 al 26 settembre 2009
Orario: tutti i giorni 9-18, domenica 9-12

Immagine: Paola Volpato, FLOWERS?1 That Nature murmured to herself. Tecnica mista su carta, 70 x 50 cm.